martedì 1 ottobre 2013

"Perché proprio io?" e la rabbia

Poco fa sulla pagina Facebook dell'Ieo ho letto un post sulla rabbia. La rabbia che può conseguire alla scoperta di avere una malattia e di come poterla affrontare.
Non so se io sono un'eccezione ma posso confermare che fra tutti gli stati emotivi che ho attraversato, la rabbia è stata pressoché assente. Sono stata depressa, sconfortata, triste, isterica, inconsolabile, ansiosa, terrorizzata, impaurita... ma non ho mai provato rabbia e non mi sono mai fatta la fatidica domanda - quella che sembra essere tanto gettonata in questi casi - "Perché è successo proprio a me?". Penso di aver accettato sin dall'inizio il fatto che non c'è un motivo preciso del perché qualcosa di bello o qualcosa di brutto capiti proprio a te. Capita e basta. E lo si affronta. Forse qui sta la spiegazione: questo spirito adottato sin dal principio mi ha permesso di non chiedere mai a me stessa: "Perché proprio io?".

6 commenti:

  1. Lo stesso identico ragionamento che,ho fatto io.....
    Succede e basta.
    Sculo? Geni spaiati? Karma? Difetto di fabbrica?
    Chissà.....
    Succede.....
    E' successo.
    E quindi te lo vivi e basta.
    Lo affronti e reagisci e vai avanti e ti incazzi come una bestia e tiri giù tutto il calendario e non vuoi vedere nessuno e ti viene l'ansia,la tachicardia,l'insonnia e perdi l'appetito o mangi come un bufalo e ti guardi allo specchio per vedere se noti qualcosa di malato,di sculato,di sfigato e ti odori per sentire se,la malattia ha un odore particolare e fai tante cose cazzo ma,questa domanda no,non me la sono posta neanche io...


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    1. Forse mi aiuta anche la mia essenza fatalista

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  2. Io invece ci sono passata. Con tanta gente di merda che c'è in giro la sfiga capita spesso alle solite persone. Infatto di sofferenza mi sembrava già di aver dato, pure un tumore mi è capitato...non devo averlo ancora superato questo momento...

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    1. Penso sia una reazione umanamente comprensibile

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  3. Io non me lo sono chiesta durante la chemio... Nemmeno poco dopo l'operazione... Comincio a chiedermelo ora perché l'operazione è la radioterapia mi stanno regalando dei giorni infernali, pieni di continue complicazioni, che rendono difficile la ricostruzione. Quindi io sì, a volte me lo chiedo, perché nella sfiga, ho ancora più sfiga e non ne posso più. Chissà se ci sarà mai la parola fine a tutto questo. Devo armarmi nuovamente di estrema pazienza. Un abbraccio, S.

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    1. Nei momenti peggiori della malattia è normale sentirsi così, io stessa ho vissuto giorni di profonda depressione, in cui non vedevo soluzioni ed era tutto nero. Ma come dici tu, basta armarsi di tanta pazienza e attendere che la luce torni. Un abbraccio

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