giovedì 2 maggio 2013

E' tutta questione di imboccare la strada giusta

Ho imparato che la maggior parte delle volte la vita ci dirige dove vuole lei. Quando accade qualcosa di inatteso, di inizialmente inspiegabile... basta solo attendere qualche tempo e tutto ci sarà più chiaro. Nulla succede per caso, come il titolo di uno dei miei libri-guida. Tutto è collegato e perfettamente in armonia. Io ne sono sempre più convinta.
Ho potuto testare diverse volte, su me stessa e su altre persone, come questo concetto sia valido e applicabile alla vita di tutti noi. Ho potuto testarlo anche negli ultimi tempi. Da anni io seguivo quella che credevo essere la mia strada: studi in giurisprudenza, futuro avvocato. Poi lo stop. La malattia, la lunga pausa di 2 anni, lo choc di non riconoscersi più in ciò che si rincorreva prima. La crisi esistenziale che ne è conseguita. Lo scoglio insuperabile che si era parato di fronte a me: abbandonando l'idea di diventare avvocato, che altro avrei potuto fare ormai? E poi, forse, la risposta... Un'altra possibilità, o meglio, un'altra strada da seguire (quella giusta?). L'offerta di un lavoro, che amo. La malattia è dunque servita per farmi imboccare la direzione che era stata preparata per me? Abbraccio questa prospettiva e provo eccitazione, perché finalmente mi sento appagata, a mio agio nel ruolo che ricopro, soddisfatta di cio che faccio.
Se non mi fossi ammalata, non ne sarebbe seguita tutta la concatenazione di eventi che mi ha condotto dove sono arrivata adesso. La malattia è stata punto di rottura e giro di boa, punto di svolta e splendida occasione. No, non ho sbagliato aggettivo. Adesso, a posteriori, posso affermare con una certa serenità che ho avuto proprio una splendida occasione. Per riuscire ad ottenerla, certo, sono dovuta morire e rinascere, con dolore. Ma come ho avuto modo di scrivere altre volte, non cambierei la mia vita di ora con quella di prima per nessuna ragione al mondo. Le mie conquiste me le tengo ben strette.

4 commenti:

  1. Forse è come dici te. Forse c'è una ragione per lei cos'è che noi non vediamo. Forse. Sono molto contenta per te.
    Raffaella

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me aiuta molto pensare questo. L'avevo scritto anche in un post precedente. Un caro abbraccio

      Elimina
  2. spero che qllo che scrivi e dici sia vero. mi sta capitando la stessa cosa, tranne che per il fatto che la malattia nn ha colpito me ma un mio familiare. Da quando è successo la mia vita si è bloccata, ero sicura d voler diventare avvocato, finire di prendere la laurea in giurisprudenza ma ora cm ora purtroppo vedo questa possibilità molto lontana. Credo di essere nel bel mezzo di una crisi esistenziale perché nn so proprio cosa sarà della mia vita. Spero quindi vivamente che sia cm dici tu e che un giorno guardandomi indietro possa,non dico essere felice di quello che mi sta succedendo, ma almeno vedere il lato posivo. ti mando un grosso abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Com'è accaduto a me e a tantissime persone prima, la vita ti darà dei segnali al più presto e capirai qual è davvero la tua strada. Un grande abbraccio ^^

      Elimina