domenica 26 maggio 2013

Consigli a chi affronta il cancro indirettamente

E ti ritrovi a parlare al telefono... Con una persona che ha bisogno di sentirsi dire le parole giuste. Questa persona sta affrontando fatti e situazioni che hai dovuto affrontare anche tu. E ogni volta che senti parlare della tua situazione e di altre situazioni, davvero hai la sensazione che la storia sia sempre la medesima. Non ha importanza da quale lato della barricata stai lottando contro il cancro: sia direttamente che indirettamente, le sensazioni sono le stesse, i problemi sono gli stessi, il dolore è lo stesso, le domande sono le stesse, le paure sono le stesse.
La persona che mi ha chiamato sta affrontando il cancro indirettamente. Si sfoga con me e mi fa sapere che il marito è nervoso, non tollera nulla, è iperattivo, vuole fare tutto con l'ansia e la fretta di chi ora sa che la vita è meglio viverla intensamente finché è certo che c'è. Non mi racconta nulla di nuovo o che non sappia già. Mi sentivo anch'io così fino a qualche tempo fa (iperattivismo - perché serve aiuto). Anzi, io stavo anche peggio e proprio per questo mi decisi a rivolgermi ad una psicologa.
Ho potuto consigliare ben poche cose alla persona che si è rivolta a me. Le ho detto che i comportamenti che mi stava riferendo sono "normali", che la persona si trova nel periodo della malattia in cui facilmente si è vittime di stress post traumatico. Le ho suggerito di monitorare l'evoluzione delle condizioni psicologiche e di rivolgersi a professionisti, nel caso in cui il tutto dovesse diventare ingestibile.
Auguro loro di non ritrovarsi mai a combattere contro il mostro affrontato da me. La depressione è anche più subdola del cancro...

2 commenti:

  1. Hai perfettamente ragione, non si vede, ma ti distrugge...

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    1. cavolo se è così... ho pochi ricordi lucidi del periodo in cui ne soffrivo... e ogni frammento che conservo è terribile, da incubo

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