lunedì 11 marzo 2013

Chi avere al proprio fianco?

Il cancro è una prova da superare. Una durissima prova.
Da un paio di giorni rifletto su un particolare aspetto della questione. Poco fa ho letto il commento di una ragazza che mi ha scritto, inerente proprio ai ragionamenti che sto portando avanti. Incredibile come abbia ricevuto ora un commento proprio su ciò che da due giorni analizzo e disseziono.
Il cancro è una prova da superare per noi stessi, coinvolti direttamente, ma anche per chi ci sta a fianco, indirettamente. Durante - o al termine della prova - possiamo capire se chi abbiamo accanto sia effettivamente la persona giusta oppure no.
Io ho visto entrare tantissime persone nella mia vita da quando mi sono ammalata, e tutte sono rimaste e mi hanno sostenuta. Ne ho vista uscire una. Quando uscì dalla mia vita ero disperata. Oggi, con lucidità e maturità, affermo che sono ben contenta che si sia allontanata da me. Perché mi stava facendo più male che bene e questo perché non era in grado di affrontare la situazione. Perché non mi amava più? Per vigliaccheria? Per inadeguatezza? Non mi importa sapere il motivo, il punto era uno soltanto: questa persona non era in grado di stare al mio fianco e non poteva essermi di aiuto in nessun modo.
Da due giorni ho capito che anche un'altra persona non sarà in grado di stare al mio fianco come dovrebbe. Perché so già che non sarebbe capace di affrontare determinati eventi e di supportarmi a dovere, moralmente soprattutto. Questa persona, come la precedente, farebbe più male che bene. Ma basta esserne coscienti. E agire di conseguenza.

10 commenti:

  1. Sai, non sempre è tutto o bianco o nero. Ci ho riflettuto parecchio sulla questione, e non credo esistano solo 2 tipi di persone (quelli che riescono a rimanere accanto e quelli che scappano). C'è anche chi proprio NON CE LA FA, anche se vorrebbe. Le persone a volte sono molto più spaventate di noi della situazione (e a volte noi ce ne dimentichiamo perché ci sembra assurdo). Più di una persona che si era allontanata da me, o che avevo allontanato io durante la malattia, mi è venuta a ricercare e mi ha confessato che proprio non ce l'aveva fatta.
    Bisogna saper discernere tra quelli a cui non gliene frega poi tanto e quelli che sono spaventati, o che magari in quel periodo hanno i problemi loro a cui pensare. Quindi direi che forse è meglio pensarci prima di tagliare i ponti con una persona. Meglio metterli in standby per un periodo magari. E vedere che succede.

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    1. Trovo che la tua aggiunta sia doverosa. Ti ringrazio e ti abbraccio

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  2. ..e le ragioni per cui i nostri compagni si allontanino da noi in momenti così difficili della nostra vita, possono essere tutte quelle che hai citato e tante altre..ma continuare a chiedersi il perchè si è stati "abbandonati" proprio quando maggiormente si aveva bisogno di supporto sarebbe solo un ulteriore tormento..La grande verità è che abbiamo ricevuto la conferma di non poter contare su chi amavamo, ma anche la spinta a camminare con le propie gambe! Nulla avviene per caso..forse questa prova doveva insegnarci qualcosa, mostrarci una realtà che non volevamo vedere o semplicemente renderci piu' forti...Ma quanto dura è stata questa prova!!!
    Fra

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    1. Hai ragione Fra. La cosa importante sono le persone che restano al nostro fianco e che ci saranno sempre.

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  3. Se una persona ama, ama anche quando la metà della mela si ammala, può far paura, paurissima, ma se dentro di sè ha l'amore puro,, beh allora credo proprio che sia in grado di accompagnare la propria amata in questo difficile cammino quale è il cancro. Ovviamente resta un mio personalissimo pensiero,ma non si può parlare di amore solo nei momenti di gioia, anzi è proprio nel dolore che si mostra il vero amore. Il cancro non si vince tanto con la forza od il coraggio (quanto odio quando me lo ripetono :)) ma bensì con l'amore, è quello il motore della vita. Un abbraccio, S.

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    1. E' anche il mio pensiero, ne avevamo già parlato. Un abbraccio

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  4. Io mi riconosco nella persona che citi. E' stata dura x me, farmi sentire in colpa x' mi sono ammalata...Eppure è ancora accanto a me...perchè? Per molti altri motivi.

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    1. Certo, non bisogna generalizzare. E ognuno ha le sue ragioni, che nessuno deve criticare. Un abbraccio

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  5. Il problema non è chiedersi se e quanto le persone siano pronte a starci accanto nei momenti difficili. Che sia un cancro, una malattia, una depressione, una morte. Non è interrogarsi sulla misura del loro amore o sulla loro capacità di starci accanto. credo che ognuno di noi vorrebbe avere vicino la persona che ama. Il punto è la nostra forza, la capcità di capire che, se è necessario, bisogna andare avanti senza quella determinata persona, perchè potrebbe farci pèiù male che bene. E questo penso sia una dimostrazione di maturità, equilibrio,incredibile. Una scelta per se stessi che merita attenzione e rispetto. Non so quanti di noi ne sarebbero capaci.
    Io, probabilmante, no.
    Raffaella

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    1. Per esperienza diretta, io ho imparato che l'unica mia certezza è la mia forza. Infatti sono uscita dalla depressione soltanto aggrappandomi a me stessa e perché l'ho voluto io. Quando stavo male avevo accanto una persona che mi faceva più male che bene. Se non avessi avuto me stessa, non sarei qui oggi. E il mio proposito è di continuare per questa strada. Non voglio aggrapparmi a nessuno, non voglio dipendere da nessuno. Non dirò mai più ad un uomo: sei la mia vita, senza di te non vivo. Mai più!

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