giovedì 14 febbraio 2013

Rimozione?

Inizio a considerare il cancro e la malattia come qualcosa di molto lontano da me. So che non potrò mai sbarazzarmene definitivamente, ho preso atto di questo. Eppure, adesso che ho di nuovo una parvenza di vita normale, sono tornata a considerare la malattia come una faccenda a me estranea.
Sono giunta a questa conclusione perché un paio di giorni fa una persona che non mi conosceva mi ha chiesto di raccontargli cosa mi fosse accaduto nell'ultimo anno e mezzo. E io ho fatto fatica a parlarne. Non che non ne avessi voglia. Ma perché era da molto molto tempo che qualcuno non mi faceva questa domanda, e conseguentemente, era da molto che io non parlavo in quei termini del cancro. Mi è parso di raccontare una storia che non mi apparteneva, così mi sono sentita.
Per contro, con chi si ritrova nella mia stessa situazione non faccio fatica a parlarne. Ieri, ad esempio, sono andata a trovare il padre di un amico che si ammalò un mese prima di me. E' tornato a fare chemioterapia in seguito ad una recidiva. Per più di un'ora ho chiacchierato con lui e la sua famiglia e ho cercato di tranquillizzarlo su alcuni effetti collaterali della chemio che sta facendo adesso. Durante quell'ora son tornata a parlare della malattia così come ne ho parlato per oltre un anno su questo blog e con le persone accanto a me: con una naturalezza e una schiettezza che ha sempre sorpreso chi mi ascoltava, perché ne parlavo come fosse qualcosa di normale.
Parlarne con persone che si ritrovano nella mia stessa situazione è però un'eccezione. Con tutti gli altri le sensazioni che provo sono contraddittorie: mi pare di raccontare la storia di un'altra persona, di aver parzialmente rimosso tutto ciò che ho faticosamente gettato fuori di me.. ma al contempo sento e so che quell'anno e mezzo ha fatto parte della mia vita, di me, e che l'ho vissuto.
Però è lontano e desidero che continui ad esserlo, sempre di più.

4 commenti:

  1. Capisco alla perfezione quello che dici!!!! Per me i nove mesi dopo la fine della cura sono stati i più brutti lui era sempre con me ogni sacrosanto giorno, vivevo in funzione dei controlli, dell'ospedale e dei miei esami, poi un bel giorno mi sono svegliata ed era tutto passato un percorso molto difficile ma quel ricordo così presente non c'era più ci voleva solo tempo e pazienza!Adesso non ne parlo più certo ci sono giorni che ci penso, stamane ho pensato che a breve sarà il secondo anno di quel maledetto giorno ma non divento triste o paranoica, è come se fosse successo 20 anni fa e non 2..............e poi quest'anno c'è il mio piccolino dentro me questo ha segnato una svolta netta...................un piccolo miracolo come dice il mio oncologo. Un abbraccio R.

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    1. Grazie per la tua testimonianza!!! Ma soprattutto tantissimi auguri per il tuo bimbo, una nuova vita che nasce è la speranza che si rigenera! Un abbraccio con tanto affetto

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  2. Ti capisco benissimo, anche nel mio piccolo. Quando una malattia si è superata...si è vinta, fa parte di noi, ma una noi che c'era prima. La noi nuova, parla della noi passata anche con un po' di distacco...Oddio come sono contorta!!! ;)

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    1. Però ho capito benissimo cosa intendi ;-) baci

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