giovedì 17 gennaio 2013

Cambio di vedute

Le mie prospettive di vita sono cambiate da quando ho affrontato l'esperienza della malattia grave. E' per questo motivo che adesso, in alcuni momenti della giornata, mi fermo ad interrogare me stessa e la domanda che mi pongo più spesso è: "Quello che faccio, l'obbiettivo che voglio raggiungere, è ancora lo stesso di prima?".
Il mio scopo principale attualmente è terminare l'università. Dare gli ultimi 5 esami alla facoltà di giurisprudenza, scrivere la tesi e prendere questa benedetta laurea. Che sarebbe comunque la seconda laurea, dato che ne ho già una in lettere. I miei dubbi più frequenti riguardano proprio questo punto: laurearmi in giurisprudenza è ancora quello che voglio?
Sì. La risposta la conosco e non ho mai dubitato. E' sì. Voglio laurearmi perché sia io sia la mia famiglia abbiamo fatto grandi sacrifici per arrivare sin qui; perché, malattia a parte, i miei studi erano regolarissimi (mai andata fuori corso in vita mia). Il diritto è una delle mie più grandi passioni, mi piace, sogno il master in diritto amministrativo...
Il problema qual è allora?
Il problema è che soffro enormemente a studiare. Che mi sono rotta le scatole di preparare esami universitari. Che mi viene l'ansia a pensare che la fine non è lontana ma nemmeno troppo vicina. E che io ora soffro della smania di terminare, al più presto. Ma soprattutto soffro della smania di voler fare dell'altro, di andare a prendermi le mie occasioni. Ho pensato persino di mollare tutto qualora mi si presentasse una valida alternativa.
Terminare gli studi per me significa esclusivamente non gettare alle ortiche tutto ciò che ho fatto finora. E nonostante una laurea in giurisprudenza possa sempre tornare utile, ho capito che non avrò più alcuna intenzione di proseguire l'iter per diventare avvocato (come avrei voluto, quando decisi di iscrivermi a questo corso di laurea). Non farò pratica presso uno studio, non tenterò di passare il famigerato esame di stato...
Se la malattia non m'avesse bloccato per quasi 2 anni, probabilmente non avrei mai pensato questo. A maggio 2012 mi sarei laureata, a ottobre 2012 avrei iniziato il master in diritto amministrativo a Roma o a Milano... Finito questo avrei iniziato la pratica presso uno degli studi che mi avevano già fatto delle proposte...
E invece no. Questa sosta forzata di quasi 2 anni mi ha fatto completamente cambiare prospettive e aspettative. Ho intenzione di concludere l'università ma vedo questo obbiettivo come uno scoglio da superare solo per poi essere libera di andare a cercare fortuna altrove, di afferrare le occasioni dove io voglio che mi si presentino. E no, non voglio essere un avvocato: questo è il mio solo punto fermo per il momento.
Vorrei fare un mestiere che mi permetta di aiutare gli altri. Un mestiere di supporto psicologico per chi soffre e sta male. Lo so che non ho né titoli né competenze in tal senso (e non ho intenzione di prendere una terza laurea in psicologia!!), però credo che ne sarei in grado perché ho fatto esperienza su me stessa. Credo che ne sarei capace anche perché la mia esperienza si è accresciuta grazie al blog e grazie al confronto con le altre donne e con gli altri uomini che ho incontrato lungo il mio cammino.
Insomma, il mio sogno sarebbe questo qui. Chissà che un giorno non riesca a realizzarlo.

6 commenti:

  1. Comunque puoi aiutare gli altri anche facendo l'avvocato, dando una mano alle associazioni che si occupano di cancro al seno a fare i ricorsi per l'invalidità ridotta, le pensioni negate, far diventare la mutazione genetica una malattia rara così che la prevenzione per i soggetti mutati sia gratuita...c'è bisogno di bravi avvocati che conoscano il problema. Sai io mi sono ammalata ed avendo un impiego fisso ho avuto tutele che chi invece ha lavori stagionali o è disoccupato non ha. Senza contare i costi della prevenzione che i mutati come noi devono sostenere a spese loro. Vedi saresti utilissima, se vuoi ti elenco tutte le difficoltà che ho incontrato e dove un ottimo avvocato avrebbe da lavorare...Baci

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    1. Ti ringrazio per tutti questi ottimi suggerimenti. Sì, hai perfettamente ragione, so che i bravi avvocati possono far molto per chi sta male e non riesce a tutelare i propri diritti. Terrò conto anche di tutto questo. Il fatto è che ho molti dubbi sul voler diventare avvocato, per tutta la trafila lunghissima che si deve fare e che adesso non mi sentirei più in grado di affrontare. E' per questo che voglio cercare la mia strada altrove

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  2. Ciao Barbara,
    io sono avvocato e....be', ad occhio e croce ho qualche anno più di te, ma sto vivendo anch'io questa fase di cambiamento di prospettive...ti scriverò in privato, se ti va di parlarne.
    ciao
    Biancaspina

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  3. Ti scriverò al più presto! :-)
    Biancaspina

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