sabato 8 dicembre 2012

La sessualità... Quando il corpo e l'anima ti abbandonano

Da tempo immemore mi scervellavo per trovare la chiave giusta per aprire questa porta. La porta che dà sul tabù della sessualità. E' rimasto ben poco da svelare su questo tema ma mi sono accorta che sul versante "malattia/disabilità/sessualità" il velo non è ancora calato del tutto. Si fa fatica a pensare che un malato o qualcuno che ha problemi fisici di qualsiasi tipo abbia necessità di vivere anche la propria sessualità, quasi questa non fosse importante e fondamentale nella vita di ognuno di noi, in determinate circostanze.E in effetti ci sono momenti della nostra vita in cui la sessualità può non interessarci. Per i più svariati motivi. Io, personalmente, me ne sono disinteressata per più di un anno. Perché stavo male, perché il mio corpo ha subìto tanti cambiamenti radicali che ho fatto fatica ad accettare (e che ancora parzialmente faccio fatica a riconoscere) e li ha subìti in zone strategiche per una donna, perché in quel momento avevo accanto qualcuno che non mi ha più guardata come fossi una donna dal momento che il chirurgo ha messo le mani su di me. La malattia e quella persona hanno annientato la mia sicurezza di essere femminile. La sessualità era un capitolo chiuso per me. E per un lungo periodo questo non rappresentava un cruccio. Ero talmente insicura di me stessa e del mio corpo che neppure mi sfiorava l'idea, stavo così male che neppure ci pensavo.
Provate voi a fare pensieri impuri mentre, nell'ordine: avete il corpo pieno di cicatrici fresche di sfregio, la chemioterapia vi sta regalando effetti collaterali di ogni tipo, vi guardate allo specchio e ricevete come riflesso l'immagine di un mostriciattolo asessuato!! In più aggiungete che in quel momento non avete accanto una persona che pur di farvi sentire un po' meglio, vi dice enormi bugie del tipo: "Sei sempre bella per me" o che vi fa sentire desiderate... Un piccolo dramma, insomma...
E come al solito, chi non l'ha vissuto in prima persona, forse non può arrivare a capire il senso profondo di questo disagio.
E quando arrivano momenti migliori e non si ha la fortuna di avere già accanto un compagno intelligente e premuroso, il cammino non è meno arduo. Una donna che ha attraversato operazioni chirurgiche, mutamenti peggiorativi del proprio corpo, cure devastanti... fa fatica poi a fidarsi delle nuove persone che entrano nella sua vita. Occorre del tempo, il giusto feeling, la giusta intesa, una certa confidenza affinché possa tornare a lasciarsi andare liberamente. Ma posso assicurarvi che il dolore sopportato in precedenza svanirà quando troverete la persona giusta, quella che non andrà via dopo aver appreso dei vostri affanni, quella che vi guarderà come se nessuna cicatrice sia presente sul vostro corpo.

Con affetto: a tutte le donne che sanno di cosa ho parlato. A tutti gli uomini che continuano a vedere la bellezza della propria donna o che scoprono la bellezza della loro donna per la prima volta.

10 commenti:

  1. Bello che una donna giovane come te affronti l'argomento, è un altro regalo che vuoi farci prima dell'intervento. Ed è bellissima la tua delicatezza nell'affrontarlo. Trovo verissimo tutto quello che scrivi in merito alla trasformazione del nostro corpo, della nostra immagine, del nostro desiderio. Ci vuole tempo, pazienza, amore, anche verso noi stesse. Ti voglio bene e ti penserò tanto in questi giorni. Bacini

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sentivo l'esigenza di scrivere questo post da tantissimo tempo, perché se ne parla davvero pochissimo ed è un problema che invece fa soffrire abbastanza. Grazie per il tuo pensiero cara, un grande abbraccio con tantissimo affetto

      Elimina
  2. Bellissimo questo post Brabara, perchè affronta un lato che spesso si dimentica. Come tu dici a volte la sessualità può essere relegata in angoli per i più svariati motivi. Perchè si è malati, perchè non si è a proprio agio con il proprio corpo che cambia a sua volta per tanti motivi ( malattia, difetti fisici sopraggiunti, obesità, anoressia, gravidanze blocchi mentgali). Hai ragione quando dici che la persona che ti sta accanto può fare moltissimo. Guiardarti e trovarti bellissima al di là del corpo è fondamentale per la propria autostima.
    Non so come ci si possa sentire menomate di una propria parte, anche se so cosa significa avere una parte del corpo offesa.
    Grazie per il modo in cui affronti i temi,per la delicatezza che metti nel parlare di malattia e di vita, di dolore e di speranza.
    Grazie di essere qui a raccontarti e raccontarci.
    Ti abbraccio
    Raffaella
    p.s. Il logo del premio lo devi esporre qui da te!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te per il premio. Mi ha fatto tanto piacere riceverlo, è stato la conferma che il mio intento è stato raggiunto: aprendo il blog volevo raccontare la mia storia affinché potesse essere di aiuto agli altri, in qualsiasi modo. Il tuo premio, unito ai tantissimi messaggi che ricevo, mi rendono felice perché ora so che l'obiettivo è stato raggiunto.Adesso creo un post per il premio ^^
      Un abbraccio!

      Elimina
  3. Faccio parte delle donne che purtroppo sanno bene ciò di cui stai parlando.
    La vita però mi ha fatto un grande dono, mi ha posto accanto un uomo che, nella sua semplicità, mi ha sempre fatto sentire, nonostante tutto, una donna.
    Non avevo più il coraggio di guardare il mio corpo dopo l'intervento ed é stato lui a ridarmi in mano la vita e la mia sessualità.
    Un abbraccio a te e alle donne che ancora stanno cercando la persona giusta.... esiste.
    Elisabetta

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì, hai ragione. Hai avuto un'enorme fortuna. A me è mancata, è mancata proprio in quel momento. E mi ha fatto malissimo a livello psicologico. Un abbraccio anche a te

      Elimina
  4. Sei stata molto delicata ad affrontare l'argomento, ma lo sei sempre :) è un tuo dono. Mi sono chiesta più volte quale sarà la reazione del mio fidanzato dopo l'intervento che avrò a breve. Già la chemio ha cambiato molto il mio aspetto e soprattutto la mia anima, nel profondo. Le cicatrici forse lo faranno allontanare per un po'. A dirla tutta le temo anch'io. Lo scoprirò presto! Grazie per il tuo blog, è un aiuto prezioso per noi tutti fantasmini oncologici :) un abbraccio. S.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti è rimasto accanto, ti ama... Non farti problemi per questo. Chi ti ama se ne frega delle cicatrici, anzi, non le vede affatto! Adesso ho capito che è più un nostro problema che un problema di chi ci sta accanto. Se pensavo che prima potesse essere un problema, era solo per colpa della persona sbagliata che avevo al mio fianco. Le persone arrivate dopo mi hanno fatto capire questo, loro non hanno mai nemmeno accennato alle cicatrici.

      Elimina
  5. la malattia o unisce di piu' due persone o le allontana per sempre..purtroppo nel mio caso si sta avverando la seconda..ciò a conferma che non era la persona giusta per me visto che sono statti 5 anni di travaglio con lui..e ora si è al capolinea..ora piu' che mai so che la vita è troppo preziosa e potrebbe essere troppo breve per trascorrerla con qualcuno che non ti fa sentire amata..é stata una grande delusione il sentirsi abbandonata alla fine di tutto il percorso, ma è stata anche una grande prova..che lui non ha passato..Ma sono felice di sapere questo adesso!
    Fra

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Comprendo la delusione, comprendo il dolore. Ma come scrivi tu nel finale, prove come queste ci fanno capire meglio chi abbiamo al nostro fianco.. e forse non merita di esserci ;-)

      Elimina