martedì 30 ottobre 2012

La mia esperienza con i sogni

Leggere il libro di Hopcke mi ha fatto ricordare del rapporto molto stretto e intimo che nel passato ho sempre avuto con i miei sogni. Da alcuni anni avevo rimosso questo rapporto per il semplice motivo che ho smesso di ricordare i sogni con una certa frequenza. Sono stata in grado di non ricordare nulla di ciò che avevo visto in sonno per mesi interi, tant'è che ero arrivata alla conclusione di non sognare più, o meglio ancora, di non riuscire a ricordare più le mie attività oniriche.
La ripresa del mio rapporto con i sogni è cominciata di nuovo quando ho iniziato le sedute di psicoterapia. Avere il compito di annotare i sogni che faccio ha stimolato o riacceso le mie capacità di ricordarli. In questo mese di annotazioni, ne ho registrati a decine, alcuni anche parecchio significativi. E accompagnare questo compito con la lettura di "Nulla succede per caso" di Hopcke ha stimolato i miei ricordi di adolescenza, tutti ricordi che hanno a che fare con i sogni.
Ricordo il periodo, abbastanza lungo, in cui facevo "sogni premonitori". Diverse volte avevo sognato e ricordato benissimo episodi che di lì a pochi giorni dopo si sarebbero effettivamente verificati. In quel periodo ero anche piuttosto ansiosa, avevo paura di fare sogni negativi e che questi poi accadessero in concreto. Non ne parlai con nessuno, temevo che mi prendessero per pazza. E d'altro canto anch'io, di natura scettica, crederei poco a chi venisse a raccontarmi fatti del genere senza prove tangibili da mostrarmi.
Qualche anno più tardi, i sogni ebbero una nuova funzione nella mia vita: quella di essere fonte di ispirazione artistica. Negli anni del D.A.M.S., quando ero iscritta ai corsi di sceneggiatura, annotavo i sogni perché mi ero messa in testa di scrivere un'opera d'influenza simbolista. Avevo comprato libri sul simbolismo, leggevo gli autori più celebri che avevano fatto parte del movimento, rielaboravo i miei sogni e ci costruivo attorno delle trame, con l'intento di svilupparle successivamente.
Mentre stavo con A. si verificò anche un altro episodio di sogno premonitore, episodio isolato. Una notte sognai che A. tornava a casa molto arrabbiato, io gli chiedevo il motivo e lui diceva che in palestra gli avevano rubato un paio di scarpe piuttosto costose. Nel sogno mi indicava anche il costo delle scarpe, costo assurdo e irreale. Qualche giorno dopo A. mi racconta proprio questo episodio! Mi chiama e mi dice che è arrabbiato perché in plaestra gli hanno rubato le scarpe! Ovviamente sono meravigliata, io per prima stento a credere che sia accaduto proprio ciò che avevo sognato un paio di notti prima... Leggendo il libro di Hopcke, però, ho capito che eventi del genere possono accaddere eccome e posso affermare che se una cosa del genere capitasse oggi, sarei molto meno incredula.
Nel frattempo ho colto il suggerimento dello stesso Hopcke e ho comprato un "registro dei sogni", una specie di diario su cui annotare tutti i sogni che ricordo, con lo scopo di "scoprire più cose sulla mia vita interiore".

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