giovedì 18 ottobre 2012

Ho bisogno di piangere ma lo faccio a casa

Stamattina ero seduta nella sala d'attesa dello studio medico. E' un appuntamento fisso per me, ogni 28 giorni devo andare per l'iniezione di Decapeptyl. Nell'ambulatorio dove lavora il mio medico curante c'è anche lo studio del pediatra e molto spesso capita che ricevano i pazienti nella stessa fascia oraria. Come è capitato stamane.
Mentro ero lì che attendevo il mio turno, seduta accanto a me c'era una nonna con la nipotina di 2 anni. Una bimba tranquilla, con il visetto serio e tanti riccioli biondi ad illuminarlo. Ad un certo punto questa bimba sente le urla di una neonata che provengono dallo studio del pediatra. Piange perché la sta visitando. E la bimbetta, con il viso ancor più serio, si rivolge alla nonna e le dice: "Anch'io ho bisogno di piangere ma lo faccio a casa". Quanta ingenua maturità in tanta acerba fanciullezza! Quante volte avrei voluto pronunciare io questa frase mentre passeggiavo per strada con il corpo e vagavo altrove con la mente, sdoppiata, con il momentaneo dono di una falsa ubiquità. Quando lasciavo che gli occhiali da sole nascondessero i miei occhi ed eventuali lacrime che sfuggivano senza il mio permesso... Quante volte ho desiderato essere sola in casa per sfogare tutto il mio pianto, urlare, impazzire senza che nessuno mi desse della pazza, lasciando che il mio dolore ferisse solo me stessa. Non ho mai voluto testimoni di questi momenti di sconforto. Nessun testimone oculare se non lui, il solo che mi abbia mai visto e udito nella mia disperazione più devastante. Quante volte ho atteso il rientro a casa per affondare la faccia sul cuscino e lasciarmi andare... Quante volte ho atteso che il buio della notte mi concedesse il suo angolo di struggimento.
Ricordi. Recenti, lontani, vicini, remoti. Ora non ho bisogno di piangere e mi godo la luce del sole, il sorriso sul mio volto, la risata che spezza le vibrazioni nell'aria.

7 commenti:

  1. Io piangevo in auto. Era un sollievo quando riuscivo ad andare alle visite da sola o potevo fare un percorso più lungo del solito. Era un sollievo perchè potevo piangere libera e dare sfogo alla mia fatica. Ora non lo faccio più nemmeno io e mi godo il sole oppure l'ozio che a volte ancora posso concedermi. Ti saluto sempre con il cuore

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    1. L'importante è buttare fuori tutto, non tenersi niente dentro. Un abbraccio con tanto affetto ;-)

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  2. ti seguo da tempo in silenzio hai un cuore bellissimo un coraggio leonino
    hai tutta la mia ammirazione

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    1. Grazie per le tue parole anonimo e silenzioso "seguitore" :-DDD

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  3. I bambini sono una fonte inesauribile di semplici consigli.
    Ti ho scoperto oggi, ti leggerò d'ora in poi.
    Bye

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  4. Ciao, volevo iscrivermi al tuo blog, ma non trovo la casella corrispondente di Google!!!

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    1. Ciao Moky, piacere di conoscerti :-))
      Per iscriverti al sito c'è l'apposita sezione, in alto a destra, sotto il traduttore. Un abbraccio

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