venerdì 31 agosto 2012

Una giornata da dimenticare

Oggi molti di coloro che mi scrivono complimentandosi con me per la mia forza, si sarebbero ricreduti vedendomi. Perché oggi per me è stata una classica giornata "no", da dimenticare, da archiviare o meglio ancora da cestinare.
Era da tanto che non mi sentivo così e la situazione mi preoccupa. Sarà colpa del sonno, che ormai manca da circa una settimana. Il mio letto è ormai stufo di doversi sobbarcare i miei mille rivoltamenti, sento che ad ogni giravolta nervosa a destra o sinistra, di pancia o di schiena lui sbuffa e vorrebbe tanto che io lo lasciassi finalmente in pace, a godersi la quiete notturna. Da una settimana il mio letto è un campo di battaglia: al mattino le lenzuola stropicciate e maltrattate testimoniano il bombardamento notturno che ha animato il paesaggio. Lotta serrata, agitata, disordinata... Il corpo inquieto, le gambe sofferenti e smaniose, gli occhi spalancati sul buio e la sua profondità...
Non posso nemmeno dar la colpa al caldo, che si è dileguato da almeno un paio di giorni e che comunque non mi aveva mai dato problemi neppure quando era presente e imponeva la sua persona.
C'è qualcosa che alimenta il mio tormento e che va interrotto sul nascere. C'è la mente da sgomberare, affinché anche i sogni notturni, che popolano le mie poche ore di sonno, tornino nell'oblio innocuo in cui ristagnavano fino a poco tempo fa. Ci sono i pensieri da resettare e aggiornare. C'è l'animo da riparare e revisionare, affinché non funzioni seguendo i ritmi dettati dal clima meteorologico. Come è accaduto oggi: stamattina c'era il sole e ho iniziato la giornata con piglio sereno. Con il passare delle ore il cielo si è coperto e il mio umore lo ha seguito a ruota, come una pecora che rincorrere il gregge ciecamente. Nel pomeriggio lampi e tuoni si sono scatenati in pista, in un susseguirsi di bagliori allucinati e boati ubriachi. E mentre il cielo veniva abbagliato dai lampi e scosso dai tuoni, io mi rabbuiavo sempre di più, fino ad incupirmi del tutto.
Forse dovrei ricontattare la dottoressa e dirle che ormai non sono più in grado di gestire i miei sbalzi di umore. Dovrei ammettere la sconfitta e lasciare che mani più esperte sgomberino la mia mente, resettino e aggiornino i miei pensieri, riparino e revisionino il mio animo...
Spero si sia trattato solo di un giorno sbagliato. Di aver inciampato ma di essermi subito rialzata. Voglio credere che sia così. Anche questo è ottimismo, no?

4 commenti:

  1. Nessuno resetta, aggiorna, ripara pensieri, emozioni o stati d'animo, siamo solo noi stessi a poterlo fare. Ricorrere a mani esperte significa soltanto accettare di farsi accompagnare. Anche io la sentivo tanto come una sconfitta, ma non è così sai? A cose fatte credo sia l'atto d'amore, il gesto più grande che ho fatto solo e soltanto a me stessa.
    Fai attenzione all'insonnia se non è strettamente legata a qualcosa di fisico, spesso è un campanello di allarme!
    un sorriso
    ciao

    p.s.: non so, ma forse scrivendo quello che scrivo passo per la saputella della situazione... in realtà vorrei solo poter essere di aiuto (sempre che serva!)

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    1. No, non passi per saputella e ogni racconto personale, ogni esperienza vissuta.. è un aiuto prezioso per altre persone che non sanno cosa fare, trovandosi in situazioni simili.
      Stanotte sono riuscita a dormire finalmente, quasi 9 h filate. Non male...

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  2. spero sia l'inizio di un lungo lunghissimo periodo di belle e goduriose dormite!

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    1. La prima notte é andata, vediamo se va anche la seconda :-))

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