giovedì 30 agosto 2012

Un libro, un destino, una vita

Durante i miei momenti di sconforto, e all'inizio anche nei momenti di lucidità, spesso una riflessione mi martellava nella testa. Stamattina mi è tornata in mente, e nonostante ora la mia situazione psicologica sia nettamente migliorata, questa riflessione che sa di dolce-amara considerazione si ostina a non volermi abbandonare.
Sono stata fortunata nella vita. Molto. Ed è partendo da questa constatazione che si origina e si alimenta la mia riflessione. Sono stata così fortunata da potermi vantare, già a soli 28 anni, di aver raggiunto molti degli obiettivi che mi ero prefissa, di aver conosciuto l'amore vero, di avere una bella famiglia. Di aver avuto, fino al luglio 2011, una vita serena fatta di un'infanzia spensierata, un'adolescenza di tutto rispetto e una gioventù che mi piaceva.
Certo, andando avanti avrei voluto realizzare altri sogni, raggiungere altri obiettivi... Ma la malattia mi ha portato a pensare, assai spesso, che forse chi aveva scritto il mio destino non aveva previsto che io vivessi troppo a lungo. E questo scrittore, tanto crudele nei miei confronti, aveva voluto bilanciare il torto di avermi condannata ad una breve apparizione, con la concessione di una vita tutto sommato soddisfacente. In questo modo chiunque avesse letto il suo libro avrebbe detto di me: "Beh, una vita breve ma intensa. Ha vissuto poco ma ha potuto saggiare tutte le esperienze che rendono completa un'esistenza umana". Il mio personaggio avrebbe abbandonato la scena senza rimorsi, senza rimpianti, avendo provato tutto ciò che voleva provare, avendo conquistato tutto ciò che voleva conquistare. E soprattutto, il mio personaggio andava via felice di aver vissuto il sentimento che più di tutti dà senso e sapore alla vita: l'amore, nella sua forma più passionale, completa, assoluta.
Così ho iniziato a pormi una serie di domande: ho provato la felicità più grande della mia vita ora perché poi non avrò più molto tempo? Ma se è così devo essere soddisfatta, la vita è stata in ogni caso magnanima nei miei riguardi... Sapeva che sarei andata via presto e mi ha fatto il dono di concedermi tante cose belle durante questi pochi anni che ho abitato il mondo...
Sono considerazioni tristi, lo so. Però si è portati a farne quando si vive un'esperienza estrema come quella con il cancro.
Non so cos'è stato scritto nel libro che contiene il mio destino. Non sono una di quei lettori che compra un libro e salta subito all'ultima pagina, bramoso di sapere come finirà la storia. Amo godermi le singole pagine, i singoli paragrafi, le singole frasi, le singole parole...
Non so per quanto tempo ancora sfoglierò le pagine della mia vita, non so cosa accadrà nei capitoli successivi e ignoro persino quanti capitoli mi restino prima che il finale mi sia rivelato. Ma so di certo che accetterò con serenità tutto ciò che lo scrittore ha previsto per me. Il mio destino è già stabilito, io lo sto solo interpretando seguendo un copione che non ho mai avuto occasione di studiare prima. Perché non ci si prepara alla vita ma nonostante questo nulla è improvvisazione.

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