mercoledì 29 agosto 2012

Quel giorno che schiacciai le palle al toro

Voglio tranquillizzare tutti coloro che non sono milanesi, non sono mai stati a Milano o che non conoscono questa usanza. E poi mi preme tranquillizzare in modo particolare tutti coloro che amano gli animali: il toro in questione era solo un'immagine adagiata su un pavimento!
Ebbene... Tradizione vuole che se ci si ritrova al centro della Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, andare a schiacchiare gli attributi al toro sia un rituale ben augurante. Il toro si trova all'interno di uno stemma sul pavimento e rappresenta Torino. Purtroppo per lui però, i suoi attributi son spariti da tempo e al loro posto figura un bel buco sul pavimento, un vuoto buco di castrazione in cui andare ad adagiare il tallone per compiere i giri porta fortuna.
La prima volta che ho visitato la Galleria, e tutte le altre volte successive, non avevo mai compiuto il rito magico; alcune volte perché il toro era letteralmente circondato da turisti in preda a girare come trottole impazzite su di lui, braccato da ogni lato in un assalto che non lasciava scampo. Altre volte perché... Beh, lo ammetto: mi sarei sentita assai ridicola a farlo!
A luglio dell'anno scorso però mi decisi! Il pomeriggio di sabato 30 ero in giro per il centro della città con A. e un altro nostro amico. Ero a Milano per i miei 3 giorni di beatituine, dopo lo scossone delle bruttissime notizie e prima di subire gli scossoni successivi. Siamo giunti al centro della Galleria e A. mi ha convinta a schiacciare le palle del toro e a compiere i fatidici 3 giri su di esso.
Adesso, a distanza di mesi da allora, posso affermare che il rituale abbia funzionato? Per come sono andate le cose direi di sì: al momento sembra tutto a posto. E il toro si è talmente affezionato a me che mi farà tornare a vita a Milano...



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