mercoledì 1 agosto 2012

Programmarsi le giornate

Da troppo tempo ormai la mia vita era sregolata e sgangherata. Ho tentato di mantenerla in ordine il più possibile ma la confusione generale che regnava dentro di me era inevitabile e poco potevo contro di essa.
C'è da dire che per un lungo anno i miei ritmi sono stati scanditi da visite mediche, esami di laboratorio e viaggi della speranza. Medici e ospedali hanno influenzato e occupato abbondantemente la mia lista delle cose da fare. Tutto il resto doveva adattarsi e mettersi da parte.
Tornare ad una normalità quasi totale mi ha disorientata per l'ennesima volta. Spariti dall'agenda esami e visite da fare, mi sono ritrovata a dover organizzare la mia vita da capo, a dovermi imporre determinati doveri e a seguirli.
Ammetto con molta onestà che tornare a studiare è stata una fatica non da poco. Ricominciare dopo un anno di sosta forzata, con la mente non sgombra e poco lucida, mi creava sensazioni contrastanti: da un lato non vedevo l'ora di ricominciare - perché riprendere l'università significava riprendere la vita normale, sbrigarmi a terminare il ciclo di studi significava lanciarsi finalmente nel mondo e tentare di costruire la propria strada -, dall'altro mi metteva ansia.
Per qualche tempo ansia e voglia di ripartire hanno ingaggiato una lotta sanguinosa dentro di me. E inizialmente la prima ha sopraffatto la seconda. Non riuscivo a decidermi a riaprire il libro. Pensare che dovevo andare davanti alla libreria, prendere il manuale di diritto commerciale, sedermi alla scrivania e aprirlo per cominciare anche solo a leggerlo... mi generava una sorta di malessere e di rifiuto. Ma contestualmente mi faceva sentire anche in colpa, perché io l'università voglio terminarla (con successo) e voglio andare a conquistarmi le mie opportunità di crescita professionale e personale.
Dovevo inventare qualcosa per convincere me stessa a riaprire quel maledetto libro! E allora ho adottato la prima soluzione che mi è venuta in mente: seguire il metodo scolastico! Stilare giornalmente un orario (ogni giorno per quello successivo), dettarmi dei tempi per svolgere determinate attività e poi seguirlo scrupolosamente! Dalle 8:30 alle 11 studio di diritto commerciale, dalle 11 alle 12 pedalata e così via...
Qualcuno mi ha fatto notare che programmarsi la vita non è il massimo della felicità. Sono d'accordo. Ma chi di noi non lo fa? Per ragioni di studio, di lavoro... E a me in questo momento serviva imporre alla mia persona il ritorno all'ordine e ai doveri che per lungo tempo non avevo potuto seguire. Per ora sono felice di programmare, vivrò delle giornata scontate ma non importa. L'aspetto fondamentale è che queste giornate possa viverle, dato che l'anno scorso non c'era nulla di scontato e non potevo permettermi di programmare un bel nulla :-)

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