venerdì 24 agosto 2012

Mattinata a Gaeta

Stamattina, dopo 5 mesi, ho rimesso piede in una sala di somministrazione. Sono tornata, dopo tanto tempo, in una sala in cui ai pazienti vengono iniettati i medicinali per la chemioterapia. All'ospedale di Gaeta è molto piccola, una stanzetta quasi rispetto a quella cui ero abituata a Roma: appena 3 poltrone e 2 posti letto, niente televisore, spazi piuttosto angusti.
Vi sono tornata per il lavaggio del port, il mio compagno di avventura che ancora devo trascinarmi ovunque vada. Anche se lui ormai se ne sta buono buono sotto il mio collo e non dà fastidio. Solo i miei occhi sono infastiditi dalla sua presenza, soprattutto adesso che è estate e l'abbigliamento classico per questa stagione gli permette di mostrarsi in tutto il suo pavoneggiarsi.
La dottoressa mi ha accompagnato nella saletta della somministrazione e poi mi ha lasciata lì per qualche minuto ad attendere il suo ritorno. Appena sono entrata e ho capito dov'ero, un brivido mi ha percorso la schiena e subito mi sono balenati in testa i ricordi di qualche mese fa, dei giorni trascorsi nel reparto di radiochemio della Columbus a Roma.
Mentre ero lì ad aspettare la dottoressa, mi sembrava di sentire l'odore per me insopportabile del taxotere e ho avvertito un senso di nausea. Potere della mente e dei suoi ricordi. Non dimenticherò mai quell'odore e tutte le sensazioni ad esso legate... Anche  in questo istante, mentre lascio che la memoria ripercorra quei giorni, avverto del malessere che mi disturba, come se il taxotere stesse ancora scivolando silenzioso dentro il mio corpo.
Non appena concluso il rituale del lavaggio del port, sono andata nella zona di Gaeta vecchia e ho scattato un bel po' di foto al golfo che la fronteggia. Lì sul molo ho respirato a pieni polmoni l'odore del mare e ho lavato via quello del taxotere. Solo il mare riesce a portare calma dentro di me quando il tumulto agita i sentimenti. Il mare è stato testimone del mio dolore e mi ha sempre aiutata a lenirlo. Con la sua immensità, con la sua calma, con la sua imponenza, con il suo senso di eterno movimento.




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