martedì 21 agosto 2012

Lettera a un bambino mai nato

La prima volta che bussasti alla mia porta fu quello che avrebbe dovuto essere il tuo papà a presentarti a me. Prima di allora non ti avevo mai desiderato. Semplicemente, non avevo nemmeno mai preso in considerazione l'idea di te. Poi il tuo papà, che io amavo alla follia, disse che tra qualche anno s'immaginava sposato con me e con dei bimbi.
E ti materializzasti tu.

All'improvviso iniziai a darti forma, ad immaginare come tu potessi essere. Ti avevo concepito nella mia immaginazione e stavo assistendo al tuo sviluppo e alla tua crescita. Mi piaceva l'idea di saperti un bimbo vivace, gioioso, amato e consapevole di esserlo, pieno di energia, sempre pronto a correre ovunque e a farti rincorrere. Scherzando, io e il tuo papà ci divertivamo ad immaginare che tu cominciassi a correre già prima di nascere, quando eri ancora nella pancia. A correre come ama correre il tuo papà.

Mi ero abituata all'idea di te. Non avremmo voluto che tu arrivassi di già, non era il momento giusto, ma io sentivo dentro di me che se tu avessi scelto di giungere inaspettato, io sarei stata pronta ad accoglierti senza alcuna esitazione.

Non ti avevo mai desiderato, non ti avevo mai preso in considerazione prima di incontrare tuo padre. E quando arrivò il mio amore per lui arrivasti anche tu. Vedi, sei stato il frutto di un amore grandissimo, sincero. E di questo devi esserne fiero, deve farti sentire un privilegiato.
Sai, ti confesso alcune cose che non potresti sapere se io non te le svelassi. Poco dopo aver incontrato il tuo papà e subito dopo che lui iniziò a farmi desiderare di pianificare l'incontro con te, io andai da una dottoressa che si occupa anche di far nascere bambini. Mi rivolsi a lei perché avevo dei piccoli problemi che avrebbero potuto mettere i bastoni tra le ruote e far saltare il nostro appuntamento. E avevo ragione, perché quei piccoli problemi andavano curati. La dottoressa fu ottimista e la cura stava andando a meraviglia.

Sai, una volta mi hai fatto prendere un bello spavento! Proprio nel mezzo di questa cura, a fine dicembre 2010, io credevo che tu fossi così impaziente di conoscerci che i tuoi capricci alla fine avessero avuto la meglio e tu stessi per arrivare. Mi hai costretta a stare in ansia per una settimana, in bilico tra il timore di un tuo arrivo precoce e la gioia della tua venuta inattesa. Oggi, con la consapevolezza di tante cose che allora non conoscevo, posso dire di essere felice che alla fine tu abbia scelto di non entrare nelle nostre vite. Nonostante fossi stato così piccolo, hai dimostrato di avere la giusta maturità per prendere la decisione migliore. Forse tu sapevi già tutto. Di certo io ti ringrazio bambino mio, perché sei stato tanto generoso e tanto altruista da evitare di farmi sentire in colpa. Mi hai risparmiata dalla flagellazione che causa il dubbio del “Se avessi saputo prima...”.
Sei stato lungimirante su tutto caro figlio. Sapevi che il tuo papà se ne sarebbe andato, sapevi che nascendo avresti avuto alte percentuali di portare dentro di te la tara che la tua mamma ti avrebbe fatto ereditare inconsapevolmente. Sei stato furbo tu, eh! Mi saresti piaciuto molto per il tuo carattere e saresti piaciuto molto anche al tuo papà.

Una delle cose che mi dava più piacere immaginare era il rapporto tra voi due, padre e figlio. Mi intenerivo a pensare alle cose che avreste fatto insieme, agli insegnamenti che lui ti avrebbe dato, ai rimproveri persino. Sarebbe stato un meraviglioso padre e tu lo avresti amato. Fidati di ciò che ti dico, perché io l'ho amato, lo amo e so cosa lui è in grado di dare. Mi sarebbe piaciuto che tu avessi appreso da lui il senso di libertà, di indipendenza, la curiosità di conoscere, la sensibilità, l'amore per le proprie convinzioni da portare avanti anche contro tutti e contro tutto...

Voglio raccontarti un sogno fatto mentre seguivo la cura prescrittami dalla dottoressa che fa anche nascere i bambini. E' un brutto sogno ma te lo racconto perché ti sei dimostrato abbastanza maturo per poter comprendere che si tratta solo di un sogno appunto. Aspettavo un bambino, lo stavo mettendo al mondo e dopo averlo partorito il bambino moriva. Io ero disperata e la mia disperazione era fomentata dalle persone che mi circondavano, tutte urlanti contro di me: mi accusavano di essere la causa della sua morte. E me ne convincevo: avevo ucciso il bambino.
Sei stato tu a produrre questo sogno, non è vero figlio mio? Tu volevi che vedessi quanto male avrei potuto arrecarti, un male terribile, in grado di spingerti fino alla morte. Ti ringrazio anche per questo bambino. Perché il sogno che tu hai prodotto si è esaurito con il risveglio. La realtà sarebbe stata ben altra faccenda.
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Adesso caro figlio, è giunto il momento di introdurti alle pagine più tristi della nostra vita. Di leggerti quelle pagine che ad un certo punto si interromperanno bruscamente. E' inutile affannarci a cercare i fogli mancanti che completano la storia. Posso assicurarti già da ora che nessuno di noi sarà mai in grado di ritrovarli. Perché essi, semplicemente, non esistono.
Sappi però che non dobbiamo rattristarci. Il fatto che il nostro incontro sia stato reso impossibile non è necessariamente un male. Ricorda tutto ciò che ti ho scritto poco fa: ripensa al tuo gesto altruistico, alla tua lungimiranza nel prevedere gli eventi.
Ecco, lo vedi che sei d'accordo con me? Sei un bambino intelligente e parlando e ragionando con te è molto facile farti capire i discorsi da adulti.

Ad un certo punto la tua mamma ha dovuto interrompere la cura prescritta dalla dottoressa che fa nascere i bambini. Il tuo papà se n'era già andato ma a te non era stata ancora preclusa la possibilità di abitare questo mondo. La mamma ha dovuto smettere quella cura per iniziarne un'altra.
Ma perché ti sto raccontando tutto questo se hai dimostrato che sapevi già? No, aspetta... Forse eri solo a conoscenza del fatto che tu non dovessi nascere, e giustamente adesso vuoi sapere il perché di questa decisione così categorica. Mi sembra doveroso da parte mia darti spiegazioni, i genitori non dovrebbero mai negare la verità ai figli, anche se questa è dolorosa.

Sai, fino a marzo 2012 la mamma ha lottato tanto perché tu potessi incontrarla un giorno. A novembre 2011 è stata informata del fatto che andando a Bologna avrebbe potuto conservarsi chance ulteriori per combinare un incontro con te. E la tua mamma ovviamente è andata, anche se l'incontro tra noi sarebbe stato posticipato di molti anni. E' andata e si è conquistata un'opportunità in più per favorire la nostra conoscenza futura. Ma c'era un particolare fondamentale che allora la tua mamma non poteva sapere...
E quel particolare venne a galla solo qualche mese più tardi. A Milano, la nostra città. Qui la mamma ha scoperto di avere una mutazione genetica. Qui la mamma ha capito che se spinta dall'egoismo di avere te solo per soddisfare la sua voglia di maternità, ti avrebbe esposto al rischio di trasmetterti ciò che molto probabilmente ha fatto ammalare lei. Per te ci sarebbe il 50% di possibilità di avere la mutazione genetica nel corredo cromosomico. Questa non ti farebbe ammalare automaticamente ma farebbe aumentare le tue percentuali di rischio.

No, non posso. Non posso assolutamente azzardarmi a farti venire al mondo sapendo che potresti nascere con questo fardello che se ne va a spasso per il tuo corpo. Non posso farti venire al mondo sapendo che potresti dover affrontare tutte le sofferenze e i patimenti che ho affrontato io o dolori ben peggiori. Non posso affidarmi al caso e alla fortuna, tentare di sfidare l'aleatorietà del gioco se c'è di mezzo una vita umana. Un'incolpevole vita umana. 

Che razza di madre dimostrerei di essere se ti facessi nascere conscia del fatto che avresti il 50% di possibilità di nascere ereditando la mutazione del gene BRCA2? Che razza di madre sarei se ti facessi nascere consapevole del fatto che se tu avessi la mutazione dovresti sottoporti a tutto il calvario di visite di prevenzione a cui devo sottopormi io?
Si potrebbe obiettare che tu potresti ammalarti comunque nel corso della tua vita. Quasi tutti ci ammaliamo e la perfezione della salute è cosa assai rarissima. Ma io non riesco a fare a meno di pensare alle colpe atroci e devastanti che mi assalirebbero se tu dovessi ammalarti in giovane età. Mi rinfaccerei continuamente la mia scelta di farti venire al mondo, mi ripeterei incessantemente frasi del tipo: “Io lo sapevo che poteva accadere tutto questo e per il mio egoismo di diventare madre a tutti i costi me ne sono fregata di te e ti ho fatto nascere lo stesso”. E avrei il terrore che tu, in un momento di comprensibile sconforto, potessi dirmi: "Tu sapevi e non hai fatto nulla per evitarlo".
Un conto è non sapere e affidarsi al caso che governa l'intera esistenza.
Un altro conto è sapere e agire coscientemente.

No, non posso fare questo ad un figlio che amo. Nessun genitore si augura il peggio per il proprio bambino. Nessun padre e nessuna madre che si rispettino vorrebbero mai essere la causa del dolore e della sofferenza del proprio figlio.
Io ti amo figlio mio e proprio perché ti amo ho deciso che non ti farò nascere. Perché è in questo modo che io ti dimostrerò di essere una brava madre. Una brava madre non agisce sotto l'impulso dell'egoismo quando si tratta del bene del suo bimbo; una brava madre non mette in pericolo la vita di suo figlio: gliela dona e deve creare le condizioni migliori affinché lui sia felice.
Io non lo so se ho preso la decisione giusta. So però che al momento è quella migliore. E' la decisione che mi detta il cuore e il cuore raramente sbaglia.

Dobbiamo credere nella scienza bambino mio. Dobbiamo sperare che nel nostro Paese giungano soluzioni che altrove hanno permesso a tanti genitori di incontrare i propri figli. E che questo incontro non sia costoso per chi non può permetterselo. E' l'unica strada che ci resta bambino. Un domani scopriremo se nel nostro destino era scritto che dovessimo darci appuntamento per conoscerci.

20 commenti:

  1. Ultimamente mi fai sempre venire le lacrime.... Ti voglio bene amica mia.....

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    1. E adesso però dovrei farti ridere un po' :))) ti voglio bene Sa!

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  2. Questo libro non ha bisogno di commenti. Un bacio grande

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    1. Sono d'accordo :-) un bacio grande anche a te

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  3. ciao, mi pare che la diagnosi pre-impianto sia possibile anche in italia oggi!
    grazie per avermi fatto leggere questa bella lettera :)

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    1. Ed è possibile anche la selezione degli embrioni conseguente a diagnosi pre-impianto? Grazie per le tue info ;-)

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  4. che io sappia direi proprio di si in caso di conclamato problema genetico! so che è certamente possibile, anche se alcuni centri si ostinano a dire il contrario, ma solo per non avere rotture, senti piu centri e rivolgiti per le info cmq a centri grossi e con esperienza! buona fortuna

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    1. Queste tue informazioni mi regalano grande speranza. Cercherò di informarmi, grazie di cuore :-)

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  5. Ciao Barbara, sono Raffaella e sono corsa a leggerti dopo aver visto un tuo comento da me. Credo che nelle vita alcuni incontri hanno senso più di altri, che alcune persone ti sfiorano anche solo per un momento lasciandoti il segno. Ti sto leggendo tutto di un fiato e stai penetrando mi dentro. Nove anni fa, quello che credevo essere l'amore delal mia vita mi ha abbandonato, lasciandomi devastata. Ho cercato dove non avrei mai pensato, scoprendo che una delle kie risorse era la scrittura e ci ho scritto un libro su. Te lo vorrei mandare, perchè credo che possa piacerti anche alla luce di ciò che è successo dopo. L'incontro con mio marito e la nascita di mio figlio. La mia amica del cuore si è ammalata di leucemia nel 2006 e ancora oggi combatte con la sua mutazione genetica e vive una vita meravigliosa. Oggi sta bene. Quanta carica, quanta energia, credo che tu sia speciale e se è scritto che dovari incontrare il tuo bimbo, io credo che lo rincontrerai.
    Non voglio perderti perchè i doni inattesi sono la bellezza della vita. Anche quella del weg.
    A presto, donna speciale.
    Raffaella

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    1. Ciao Raffaella, che dono prezioso il tuo commento! Mi piacerebbe tantissimo leggere il tuo libro, amo nutrirmi delle esperienze di vita delle altre persone, per crescere e per decifrare la mia esistenza. C'è modo di acquistarlo online? Ti sarei grata se potessi contattarmi in privato, così possiamo parlare meglio. Ti lascio la mia email barbara.vellucci@libero.it
      Grazie di cuore! Un abbraccio

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  6. mi sono commossa a leggerti...pensa che avevo visto un tuo commento su un post in un sito " di mamme" e leggendo il titolo del tuo blog pensavo di fare un giro in un altro blog mammesco
    Sei una ragazza molto forte.

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    1. :-))) grazie per ciò che mi scrivi, io mi commuovo a leggere le tue parole ^^
      Un grande abbraccio

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  7. Mi sono emozionata veramente tanto a leggere queste parole.. Sei una ragazza veramente tanto forte!
    Io ho 17 anni e l'anno scorso ho perso il mio bambino a soli 16 anni,la parte in cui dici

    " Oggi, con la consapevolezza di tante cose che allora non conoscevo, posso dire di essere felice che alla fine tu abbia scelto di non entrare nelle nostre vite. Nonostante fossi stato così piccolo, hai dimostrato di avere la giusta maturità per prendere la decisione migliore. Forse tu sapevi già tutto. Di certo io ti ringrazio bambino mio, perché sei stato tanto generoso e tanto altruista da evitare di farmi sentire in colpa. Mi hai risparmiata dalla flagellazione che causa il dubbio del “Se avessi saputo prima...”.
    Sei stato lungimirante su tutto caro figlio. Sapevi che il tuo papà se ne sarebbe andato, sapevi che nascendo avresti avuto alte percentuali di portare dentro di te la tara che la tua mamma ti avrebbe fatto ereditare inconsapevolmente. Sei stato furbo tu, eh! Mi saresti piaciuto molto per il tuo carattere e saresti piaciuto molto anche al tuo papà.
    Una delle cose che mi dava più piacere immaginare era il rapporto tra voi due, padre e figlio. Mi intenerivo a pensare alle cose che avreste fatto insieme, agli insegnamenti che lui ti avrebbe dato, ai rimproveri persino. Sarebbe stato un meraviglioso padre e tu lo avresti amato. Fidati di ciò che ti dico, perché io l'ho amato, lo amo e so cosa lui è in grado di dare. Mi sarebbe piaciuto che tu avessi appreso da lui il senso di libertà, di indipendenza, la curiosità di conoscere, la sensibilità, l'amore per le proprie convinzioni da portare avanti anche contro tutti e contro tutto..."
    Perchè io e il mio Ex ragazzo avevamo 16 e 18 anni e nonostante tutto sapevo che lui sarebbe presto andato via,sono arrivata al quinto mese e l'ho perso per via della malattia chiamata "trombofilia",l'ho perso e lui non c'è più. L'avrei chiamato Andrea, avrebbe avuto gli occhi azzurri e la dolce espressione inquieta che aveva il suo papà,avrebbe giocato a rugby proprio come lui,mi avrebbe asciugato le lacrime quando piangevo. Mi piaceva il mio pancino e come tutti lo toccavano parlandogli,ho pianto quando durante un'ecografia il suo papà ha parlato e Andrea si è mosso,quasi come se riconoscesse la voce del suo papà..
    Ma so che dietro la malattia c'è molto di più,il mio cucciolo sapeva che non sarebbe stata facile affatto,che non era il momento di entrare nelle nostre vite. Adesso ho un tatuaggio al polso con il suo nome e faccio tutto quello che lui mi ha dato la possibilità di fare non entrando così presto nella mia vita lasciandomi il tempo di prepararmi. Magari soffrirà vedendo che io e il suo papà adesso non ci parliamo più,ma so che un giorno lui nascerà e potrò finalmente abbracciare il mio Andrea.
    Grazie per queste parole,hai descritto il mio modo di sentirmi!:)

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    1. Prima di tutto vorrei ringraziarti. So che non è facile parlare mettendosi a nudo in questo modo. Tu poi sei giovanissima ma nonostante la tua giovane età, hai dimostrato già di essere matura e consapevole. Dopo questa esperienza lo sarai ancora di più. Perché il dolore fa crescere e le esperienze dolorose ci fortificano, ci fanno maturare, ci rendono persone migliori nella maggior parte dei casi.
      Ti abbraccio fortissimo e ti auguro di poter abbracciare il tuo Andrea al più presto :-))

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    2. Grazie a te! Un forte abbraccio :)

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  9. Barbara, io semplicemente ti sto adorando!
    Giorgia

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  10. La tua storia...la mia storia. Non sei l'unica:una settimana fa anche il mio angelo volava in cielo. E nonostante il mio cuore sia in mille pezzi, sono serena per lui perché l'ho preservato da una vita infelice e ora è l'Angioletto più bello del Signore. Ma dalla pancia è passato al cuore dove ci resterà sempre e per sempre. E quando ci rincontreremo lo stringerò forte e gli donerò tutto quell'amore che oggi gli ho dovuto negare. L.P.

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  11. Avevo 18 anni quando tutto il mondo e le mie speranze e la fiducia che ritenevo giusta nei confronti della mia famiglia del mio ragazzo che diceva di amarmi svanirono nel nulla quando comuni ai di aspettare un bimbo tutti contro di me neanche fossi ammalata di lebbra neanche fossi l ultima donna di questa terra perche? Nessuno al mio fianco e quando lottando per portare avanti il mio grande amore ero arrivata a 3 mesi e mezzo dovetti subire violenze psicologiche perche io che volevo la mia maternità dovevo pensare che non era possibile dato che pochi mesi prima era morto mio padre e tutta l atrocità Dell anima mi piego e dovetti umiliarmi a rinunciare a te piccolo amore che non hai colpe.

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