sabato 25 agosto 2012

La stanza d'ospedale trasformata in camera d'albergo!

Si può trasformare una degenza ospedaliera di una settimana in qualcosa di molto simile ad un soggiorno alberghiero??
Ripensando ai miei 6 giorni in quella stanza del reparto di ginecologia oncologica al Policlinico Gemelli, mi viene da rispondere: "Sì, si può. Perché io l'ho fatto!".
Non ero mai stata ricoverata così a lungo prima di allora, non avevo idea di come si facesse trascorrere il tempo in un posto del genere. Le mie lunghe attese in ospedale si erano sempre risolte nell'arco di una giornata, ragion per cui 6 giorni mi sembravano un'eternità. 
Così ho dovuto organizzarmi e cercare di portare con me tutto quanto potesse essermi di aiuto per trascorrere quel tempo che sì sembrava interminabile, ma come tutte le cose, si sarebbe concluso anch'esso. I primi a venirmi in aiuto sono stati i libri. Qualche giorno prima di partire avevo fatto un sondaggio tra gli amici di Facebook per farmi suggerire dei titoli da acquistare. Non è stato facile scegliere fra tutti i libri consigliati ma alla fine optai per "I dolori del giovane Werther" e "Le affinità elettive" di Goethe e per "L'ombra del vento" di Zafón. I primi due non erano letture "leggere" ma a me stava bene così, raramente mi sono concessa letture leggere, penso non si addicano molto ai miei gusti.
Altro fondamentale aiuto per ingannare il tempo fino al momento in cui sarei stata dimessa è stato il portatile. Finestra sul mondo, anello di contatto con gli altri che restavano fuori da quella stanza d'ospedale, il migliore intrattenitore che si possa desiderare. E poi lui, l'immancabile televisore. Dovete sapere che non amo molto guardare la programmazione delle reti generaliste ma dovete sapere anche che quando ti ritrovi a dover trascorrere tante giornate, composte da ore che irrimediabilmente si allungano e durano di più, in un ospedale, la televisione si trasforma in un'ottima compagna e saresti capace di seguire con passione persino le previsioni meteo o le odiose televendite!!
Io ho avuto anche la fortuna di ritrovarmi a poter disporre dell'intera stanza per gran parte della degenza. Ho dovuto condividerla con un'altra paziente solo per un paio di giorni. Avere la stanza a mia completa disposizione mi aveva permesso di fare tutto ciò che desideravo, come e quando volevo: la notte mi addormentavo tardissimo perché restavo al pc o guardavo la tv, non dovevo pormi problemi se la luce restava accesa mentre facevo tutto questo, potevo stare al telefono per chiacchierare senza timore di poter disturbare chi era accanto e sperava di dormire. 
Durante il giorno non mi annoiavo di certo: ci sono sempre state tante persone con me e ho avuto mia madre sempre vicina. Io e lei ci siamo fatte tantissime passeggiate lungo gli sterminati corridoi del Policlinico, siamo andate a curiosare alla libreria e spesso a mangiare qualcosa al bar e al self-service presenti nella struttura. 
Sono andata lì per qualcosa di poco piacevole ma ho fatto del mio meglio per addobbare la situazione e mascherarla di allegria. E il tempo è trascorso... Perché lui trascorre sempre... E passa...

4 commenti:

  1. Ciao Barbara
    Sono arrivato a te tramite questo ...Cosa?? Sharm è in Egitto,ergo in Africa!!... te lo ricordi è di 5 giorni fa....
    Prima di tutto mi dispiace per la tua condizione ma devo informarti che anche se geograficamente è Egitto politicamente il Sinai è Medio Oriente quindi Asia, mi auguro che tu possa tra una decina d'anni andare di persona e parlare con le genti del luogo come ho fatto io e comprendere che molte nostre certezze si possono dimostrate come non tali.
    Credo di essere in grado di capire quello che stai passando soprattutto quando ti trovi sei trovata in una stanza d'ospedale per una settimana intera (mai capitato) con cell, portatile TV ecc., io ci sono stato per sei mesi ininterroti e senza tutti gli optional descritti (opsss.. quasi dimenticavo eravamo in 8 in stanza) e secondo i medici avrei dovuto vivere alle "loro condizioni" ma non è stato così (anch'io avevo 27 anni allora ed oggi ne ho 52).
    Ti auguro di poter superare questo terribile momento.
    Mauro

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    1. Ciao Mauro! Certo che mi ricordo di questa discussione su Sharm ^^
      Ti ringrazio per la tua testimonianza e per essere passato sul mio blog. E in quanto al tuo augurio, beh, ce la metterò tutta per lasciarmi ogni cosa alle spalle. Un abbraccio!

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    2. I dolori del giovane Werther lo sto leggendo ora.

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    3. Io l'ho messo in valigia, me lo porto in viaggio per rileggerlo ^^

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