martedì 7 agosto 2012

27 febbraio 2012 - Prima visita oncologica a Milano

La questione della recidiva, verificatasi a così breve distanza dall'intervento chirurgico di asportazione della massa tumorale, ci aveva lasciati tutti perplessi. I miei zii avevano cominciato a pressare affinché sentissi altri pareri medici. Una mia zia in particolare mi aveva consigliato di andare a Milano perché anche sue colleghe vi erano state.
A. mi aveva proposto di andare a Milano sin dall'inizio ma io a luglio 2011 non avevo potuto, soprattutto perché mio padre era stato investito e non era autosufficiente. Mia madre non avrebbe potuto seguire contemporaneamente lui qui a casa e me a Milano. Così alla fine decisi di rimanere a Roma e di iniziare l'iter diagnostico e terapeutico al Policlinico Gemelli.
L'episodio della recidiva, però, aveva cambiato le carte in tavola. In più, rispetto a quel famigerato luglio 2011, con il nuovo anno potevo permettermi di raggiungere Milano per avere altri pareri.
A. mi ha aiutato a contattare l'IEO, di cui aveva avuto già esperienza indirettamente.
Ho prenotato la visita oncologica con il dottor C., visita prevista per il 27 febbraio 2012.
Devo ammettere che inizialmente ero piuttosto perplessa sulla possibilità di richiedere altri pareri medici. Ritenevo di essere seguita da un ottimo staff e avevo timore soprattutto del fatto che a Milano potessero darmi un responso totalmente differente rispetto a tutto ciò che avevo eseguito fino a quel momento. Avevo paura di ritrovarmi a dover scegliere tra due percorsi terapeutici diversi e a non essere in grado di stabilire quale potesse essere il migliore per me.
Nel frattempo, per unire l'utile al dilettevole, avevo fatto richiesta al Milan per ottenere l'accredito per entrare gratuitamente allo stadio, sfruttando la mia invalidità civile al 100%. E così il 26 febbraio, giorno precedente a quello della visita all'IEO, sono andata a vedere la Juve con A. ^^
Il 27 febbraio, per la prima volta, arrivo all'Istituto Europeo di Oncologia (IEO). A. è così gentile da volermi accompagnare, e lo ringrazio perché entrare nello studio di un oncologo non è mai una passeggiata e aiuta non essere soli.
Quando si è dentro l'Istituto non si ha la sensazione di essere in un centro medico ospedaliero, sembra quasi un albergo. L'atmosfera è serena, la malattia pare non esser di casa lì. Tutti sono molto gentili e a completa disposizione. Chi non ne ha avuto esperienza (per sua fortuna!) non potrebbe capire quando chi vi è stato definisce l'IEO "un'isola felice".
Io vi sono arrivata con l'assoluta convinzione che il dottor C. mi confermasse che tutto ciò che avevo fatto fino a quel momento andava bene e che potevo proseguire le cure a Roma. Sono entrata nel suo ambulatorio certa che mi avrebbe proposto un percorso terapeutico simile e che quella del 27 febbraio sarebbe stata la mia prima ed ultima visita all'IEO. E invece non era che l'inizio e dovrò frequentare l'Istituto a vita...

4 commenti:

  1. Leggendo tutto questo, se stata una grande..specialmente per essere andata a vedere la Juve a MIlano! A dicembre sono andata x la prima volta a vederla a Udine, ma siccome la mia invalidità è del 70 % mi sono dovuta arrambicare nelle gradinate della curva con le stampelle..ma per la juve questo e altro..un abbraccio

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    1. Fino a quel momento mi ero presa solo il lato negativo di tutta la faccenda. Quando ho saputo che potevo entrare gratis allo stadio, grazie all'invalidità del 100%, ne ho subito approfittato ^^ In questa stagione ho messo in programma la trasferta a Torino, nel nuovo stadio!

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  2. Sono la tua amica di Torino mi farebbe piacere incontrarti, magari me lo dici, dovresti avere ancora la mia e-mail, un abbraccio carissima.

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    1. Ciao Rita, ho conservato la tua email. Quando salirò a Torino ti contatterò :-) un abbraccio

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