lunedì 6 agosto 2012

11 settembre 2012

L'11 settembre è una data significativa per tutto il mondo. E per me da quest'anno acquisterà nuovo significato: sarà il giorno in cui tornerò all'università, dopo più di un anno di assenza. L'ultima volta che vi sono stata era l'8 giugno 2011, esame di Diritto dell'Unione Europea, un bel 28.
Potrò tornare a sedere in un'aula universitaria, insieme agli altri studenti. Riprenderò ad assaporare la tensione pre-esame, a ripassare febbrilmente in attesa che arrivi il mio turno per sedere di fronte agli assistenti prima e al professore dopo, per la fatidica ultima domanda. Proverò di nuovo l'ansia nell'ascoltare i racconti degli studenti che hanno fatto l'esame prima di me e costringerò le mie orecchie a non udire le domande che sono state già fatte, con la paura di apprendere argomenti che non ho approfondito.
Che effetto mi farà attendere il responso dopo l'interrogazione? Rimanere qualche minuto ad aspettare per conoscere le sorti del mio esame universitario avrà ancora lo stesso pathos, dopo che per mesi ho atteso i responsi di altri tipi di esami? Responsi da cui non dipendeva il voto di un esame ma la mia aspettativa di vita. Sedere di fronte ad assistenti e professori mi causerà ancora la paura di una volta, dopo aver seduto di fronte a professori di altro genere ed esser morta di terrore davanti a loro?

Anche l'8 marzo ha acquistato un altro signficato per me, a partire da quest'anno. Proprio in quella data ho fatto l'ultimo ciclo di chemioterapia. Bello poter dare a queste date fondamentali un proprio significato, un motivo personale e importante per poterle ricordare e onorare non solo astrattamente.

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