giovedì 12 luglio 2012

Quell'agosto infernale di accertamenti

La prima cosa che il Prof. M. ordinò di fare fu l'agoaspirato. Era il 21 luglio 2011. Mezz'ora di tortura sul mio seno sinistro, per tentare di staccare del buon materiale da quel nodulo grosso e duro. Non è stato doloroso, perché mi è stato fatto sotto anestesia locale, ma ogni volta che il medico doveva fare entrare l'ago per tagliare i pezzetti, praticava una pressione così forte che... Beh, insomma, non è stato per niente piacevole. Nei giorni successivi mi ritrovai anche un bel livido sulla parte... Ma dovevo cominciare ad abituarmi alle torture e ai maltrattamenti al mio seno, non era che l'inizio.
Successivamente, nei primi giorni di agosto, mi sottoposi a risonanza magnetica. Quella mammaria è una vera e propria rottura di scatole. Perché devi startene sdraiata a pancia in giù, con le braccia distese in avanti, per circa mezz'ora. Ti dicono di stare immobile ma dopo 10/15 minuti ferma in quella posizione, parte il formicolio alle braccia e quasi non le senti più. La seconda volta che l'ho fatta (nel mese di marzo 2012), mi sono ingegnata e muovevo le braccia impercettibilmente, senza muovere il busto, che alla fine è quello che deve stare immobile più di tutto.
Molti hanno paura della risonanza o della tac. Il problema principale della risonanza è che molto spesso ti ritrovi rinchiuso nel macchinario. Io ho fatto la risonanza sia a Roma sia a Milano e mi sono ritrovata sempre con la testa rivolta verso la parte aperta. Ho sentito di alcuni che erano terrorizzati, o perché soffrivano di claustrofobia o perché avevano come la sensazione di ritrovarsi in una bara!! Le sensazioni sono molto personali ovviamente, io non ho mai avuto paura di sottopormi ad alcun esame diagnostico. Ho provato solo un po' di timore quando mi sono sottoposta, qualche giorno dopo, alla scintigrafia ossea. Il timore è causato dal movimento del macchinario che utilizzano: sei disteso a pancia in su e il macchinario inizia a scendere, ti tocca quasi il naso. E tu hai una paura pazzesca che non si blocchi, che continui a scendere e ti schiacci!!
A fine agosto i primi responsi. Il 26 mi reco al Policlinico Gemelli per effettuare la tac e mi viene comunicato che al termine di questa dovrò recarmi nello studio del Prof. M. per fare il punto della situazione. Mi saranno comunicati i risultati degli esami svolti fino a quel momento, istologico compreso. Conoscerò finalmente il mio futuro a breve termine.
Finita la tac, siamo nello studio del Prof. M. Lui non è ancora arrivato. Un'altra dottoressa mi fa alcune domande per completare la mia scheda personale.
E poi arriva il prof. M. Io sto morendo di paura. Vorrei sprofondare sulla poltrona. Sono terrorizzata dal responso che sta per darmi.... Lui passa i primi 5 minuti (che a me in quel momento sembrano 5 ore!!!) a leggere la documentazione che mi riguarda. E io cerco di leggere sul suo volto. Di interpretare le sue espressioni. E mentre sto lì mi domando: "Ma perché sta in silenzio? Perché non parla? Perché non dice niente? Ecco, ora mi darà delle notizie tremende...."
Poi mi chiede di visitarmi. Anche durante la visita silenzio più assoluto. Basta, non ce la faccio più! Mi condanni e facciamola finita!!
Torniamo a sedere. Inizia finalmente a parlare!! Per fortuna sono notizie positive. Il tumore non è aggressivo, non si è esteso. Agli inizi di settembre interverremo chirurgicamente, con una quadrantectomia. Una volta eseguita l'operazione, in base al risultato dell'istologico, si vedrà come proseguire.
Sospiro di sollievo... Esco dal suo studio con 10 anni di meno ma con il sorriso sulle labbra!
E' andata meglio del previsto, devo avvertire tutti quelli che erano in ansia per me!!

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