lunedì 23 luglio 2012

Il primo ciclo di chemio

Ore 16 del 25 novembre 2011. L'infermiera mi accompagna nella sala somministrazione. Non c'è quasi più nessuno in reparto, una sola paziente sta terminando l'ultima delle sue flebo. Mi accomodo sul lettino, la tensione ormai è sparita. Sono stanca e fiaccata a causa della lunga attesa.
La paziente seduta di fronte a me capisce che per me è la prima volta. Lo intuisce essenzialmente dal fatto che ho ancora i miei capelli naturali e perché non mi ha mai vista prima. Lei mi sembra piuttosto giovane, in seguito avremo altre occasioni per parlare. Mi dirà che per lei questa è la seconda esperienza con la chemioterapia, che ha iniziato la sua lotta con il cancro al seno e che ora sta proseguendo la battaglia contro il cancro alle ossa... Quasi tutte le mie compagne di cicli chemioterapici non sono alla prima esperienza. Alcune frequentano il reparto da così tanti anni che ormai sono di casa. E a me questa faccenda non piace affatto!! Voglio bene alle infermiere, ammetto di essere stata benissimo in quei quattro mesi di terapia, ho conosciuto tante persone meravigliose lì dentro... Ma non voglio assolutamente che quel posto diventi la mia seconda casa! Voglio andarmene e non rivedere più nessuno!
Mentre chiacchiero con la mia compagna di terapia, l'infermiera prepara tutto l'occorente per iniziare la somministrazione. Porta tutte le mie flebo (mi pare di ricordare che fossero 5), mi scopre il collo dalla parte in cui c'è il port, mi inserisce dentro l'ago e... Si comincia! Ad uno ad uno i medicinali si trasferiscono dalle flebo al mio corpo... Quando termina una flebo l'infermiera ne attacca un'altra... E così, ogni volta si va avanti per circa 3 ore. Mi sento strana quando inizia la flebo del taxotere... La famigerata flebo rossa... Quella che tutte temono... Ma alla fine non ho nessuna reazione particolare, l'oncologa che è lì per controllarmi dice che è molto positivo. Le infermiere permettono a mia madre di entrare nella sala somministrazione perché tanto non c'è più nessuno. E così passo il tempo a vedere la televisione con lei. Sono felice di averla accanto in quel momento. Alle 19 possiamo finalmente lasciare il reparto, che ormai è deserto. Sono a pezzi. Mi sento strana. Più che per l'effetto dei medicinali mi sento strana perché penso che ho appena fatto chemioterapia. E questo pensiero mi fa sentire malata.
La notte trascorrerà serena. I primi tempi dormo tantissimo. Durante il giorno spesso mi addormento senza neppure accorgermene. Le infermiere mi dicono di assecondare il mio corpo e che riposare fa bene. Mai dormito così tanto in vita mia come in quel periodo!
A 24 ore di distanza dal ciclo di chemio devo fare una puntura di Neulasta, un farmaco che serve per stimolare il midollo osseo affinché produca globuli bianchi. Uno degli effetti del Neulasta è il dolore alle ossa. Io iniziavo ad avvertirlo circa 2 giorni  dopo aver fatto l'iniezione e mi sembrava di avere delle scariche elettriche che partivano dalla spina dorsale. Una volta mi ha causato un po' di febbre, altre volte la terribile sensazione di avere un fortissimo mal di gola. Tutti sintomi che però duravano uno due giorni al massimo e poi sparivano.
E a circa 17 giorni dal primo ciclo di chemio, così come mi era stato preannunciato, iniziarono a cadere i capelli...

3 commenti:

  1. Come stai ?hai vinto la tua battaglia ??? Sono passati 4 anni da questo tuo post ...quanto vorrei che mi rispondessi positivamente ! 😯

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    1. Ciao cara! Da poco ho superato i cinque anni da quando mi è stata diagnosticata la malattia e al momento gli esami che faccio dicono tutto ok :-) sto bene e la mia vita va avanti <3 un abbraccio

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    2. ciao barbara..è bellissimo sapere che stai bene!!! sai,cercavo qlc storia positiva,a mio papà è appena stato diagnosticato un tumore..a breve comincerà chemio e radio..la paura è tanta.. unforte abbraccio

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