giovedì 12 luglio 2012

A cosa si pensa in quel preciso istante...

Fortunatamente non mi sono ritrovata nella condizione di essere una malata terminale. Anche perché, se lo fossi stata, ora non starei qui a battere sulla tastiera del mio computer per scrivere questo post :-))Ma ho assaggiato il sapore amaro della morte. Ne ho annusato l'odore fetido.
Soprattutto nelle fasi iniziali della malattia. E in quel periodo, come nei successivi, io avevo voglia di avere accanto a me una persona. La persona che ho amato di più nella mia vita. Non stavamo già più insieme quando mi venne diagnosticato il male. Ma io ancora l'amavo e tutt'ora la amo questa persona. Che è fisicamente lontana. E ora, purtroppo, è lontana in tutti i sensi. Anche e soprattutto per colpa mia.
Ma nella vita va così. Va che molto spesso non puoi farci proprio nulla.
Il suo pensiero, la sua vicinanza... sono stati di grande aiuto per me. Indossavo un ciondolo che lui mi aveva regalato tutte le volte che andavo alle visite mediche, quando doveva essermi comunicato qualcosa di importante. Avere il ciondolo al collo mi dava la benefica sensazione che lui fosse accanto a me in quel momento. Ho comunicato a lui per primo tutte le novità che avevo sulla mia situazione. Da lui sono corsa non appena ho scoperto il nodulo e poi prima di iniziare la chemioterapia. Tra le sue braccia il tempo si fermava, io stavo bene e la malattia non mi rompeva le scatole. Ho pensato a lui tutte e tre le volte prima di entrare in sala operatoria nell'ultimo anno. Ed è sempre stata la prima persona che ho chiamato al mio risveglio. Ogni volta, prima di entrare in sala operatoria io gli ho mandato un sms in cui gli facevo sapere che lo amavo. Che se qualcosa fosse andato storto sotto i ferri, lui doveva sapere che io lo amavo.
Lui ha dovuto sopportare i miei pianti, i mei sconforti, le crisi terribili dovute anche ai medicinali che assumo. Lui ha dovuto assorbire tutto il mio dolore e la mia rabbia. E non lo meritava. E io non avevo diritto di abusare così di lui.
Adesso gli ho detto addio. Perché lo amo.

8 commenti:

  1. Alessandro Pignatelli12 luglio 2012 17:07

    Tu hai fatto ciò che ritenevi il meglio per te in quel momento. E hai fatto bene a fare così.

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  2. Se potessi tornare indietro eviterei di fare tante cose... Ma non posso tornare indietro

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  3. Barbara come sei riuscita a lasciarlo pur amandolo così??

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    1. Scusami, non voglio assolutamente entrare nel merito, ma stai dicendo che ti ha lasciato mentre eri nel pieno della malattia?

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    2. No cara Fabiana, non mi ha lasciato quando mi sono ammalata. La nostra storia era finita qualche mese prima. Per volontà di lui. Ma poi mi é sempre stato vicino durante la malattia e ha fatto tantissimo per me

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  4. Cara Barbara, non vivere di rimpianti o di rimorsi. Mordi la vita ogni giorno, per le belle cose che può darti. La malattia mi ha insegnato che ogni giorno è un dono, non soffrire per chi non sa più amarti. Tu meriti di più, di trovare sempre accanto a te la persona che ti saprà amare per ciò che sei oggi.
    Un abbraccio, vale

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  5. grazie per le tue parole, ne farò tesoro :-)

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