martedì 10 luglio 2012

20 luglio 2011 - L'inferno

Sono nello studio del dottor A. La sua assistente mi ha appena eseguito la mammografia. Data la mia giovane età, è la prima volta che la effettuo. E' un esame leggermente fastidioso ma io non ci faccio caso, la mia mente è altrove. Non so dov'è ma non è lì.
Fatta la mammografia, io e mia madre veniamo accompagnate nella stanza del dottor A. Lì restiamo in attesa per qualche minuto. C'è silenzio tra noi. Siamo entrambe sospese, in bilico, e abbiamo paura di precipitare.
Arriva il dottor A. Mi esegue un'ecografia. E mentre sono distesa lì sul lettino, in una stanza in penombra, con mia madre in piedi dietro al medico... Ecco, mentre sono distesa, e la mia mente è fuggita altrove per non dover assistere a tutto questo... Arriva la mia condanna!
Il medico inizia a dirmi che devo assolutamente andare dal prof M. (lo stesso che mi aveva indicato il dottore che mi aveva eseguito l'ecografia in mattinata), che sono giovane e non devo perdere tempo. Che ce la farò ma che devo assolutamente affidarmi a degli specialisti. Che tutto ciò che mi sta dicendo lui va comunque verificato.
Io ho capito benissimo cosa sta crescendo dentro di me. Non oso fare domande. Mia madre è più inconsciente, o forse più cosciente, a seconda dei punti di vista. Fa la fatidica domanda al dottor A.: "Ma si tratta di un tumore?". "Sì, è un tumore". E' questa la risposta secca del medico. Che aggiunge: "Se voi fate domande io devo rispondere". Giusto, giustissimo. I medici devono sempre dire chiaramente come stanno le cose.
Mi dà il numero di cellulare personale del prof M. La sera stessa lo contatto e fisso un appuntamento per il giorno successivo.
Me la sto facendo sotto dalla paura. Dobbiamo dirlo a mio padre. So già come reagirà. Dobbiamo dirlo a tutti, ai miei nonni. Quella sera esco con F., la mia migliore amica. Mentre sono in macchina con lei chiamo A. e gli dico "E' un tumore". Vorrei averlo accanto a me in quel momento. E' da lui che sono corsa ogni volta che ho visto il baratro. E' lui l'unico che ha saputo darmi una meravigliosa sensazione di benessere quando tutto intorno precipitava. Era la sera del suo compleanno. Lui non ha festeggiato.

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